La nostra passeggiata inizia dalla Cattedrale di Venafro. Posta in posizione isolata rispetto al nucleo antico della città, immersa nel verde degli olivi e con la montagna di S. Croce a guardia, dopo aver osservato la sua facciata e le sue absidi circolari, realizzate con blocchi squadrati del vicino teatro romano, dando uno sguardo al suo interno possiamo osservare affreschi e marmi. Purtroppo così come la vediamo oggi è solo un’invenzione degli anni sessanta. Infatti gli autori ben pensarono di spogliarla della pregevole veste barocca per ricondurla ad ipotetiche forme goticheggianti.
Lasciata la Cattedrale ci avviamo per via Duomo ed al termine della discesa incontriamo uno slargo dove nel XIV secolo furono realizzati la chiesa e il Convento di S. Francesco. La chiesa, chiusa dal 1984, si spera che ben presto possa tornare al popolo venafrano. Continuando a percorrere via Duomo, al primo incrocio troviamo sulla sinistra il neoclassico Seminario vescovile, sulla destra la chiesa e il convento di S. Chiara, oggi Museo Archeologico, e di fronte a noi la porta urbica del Giudice Guglielmo. Attraversata tale porta sulla parete di destra vediamo un’edicola che accoglie la raffigurazione dei Santi Martiri e procedendo in salita, per quella che è diventata via Cavour, sulla destra troviamo il palazzo Fiondella e poco più avanti sulla sinistra il palazzo Siravo con il bel giardino pensile. La prima piazzetta che incontriamo ospita la chiesa laicale del Corpo di Cristo e il palazzo nobiliare della famiglia Del Prete. Proseguendo giungiamo alla chiesa dell’Annunziata autentico gioiello di arte barocca. La sua facciata è una raccolta di pietre romane. Dopo una visita all’arioso e suggestivo interno percorriamo la vicina via De Utris dove prospetta l’omonimo palazzo. All’incrocio una svolta a sinistra ci obbliga ad un’aspra salita conclusa prospetticamente dalla raffigurazione dei Santi Martiri realizzata da Giovanni Pardi. Al termine della salita, osservata la raffigurazione dei Martiri e dell’antica chiesa di S. Paolo raggiungiamo il Castello Pandone.
La passeggiata prosegue raggiungendo la piazza Cimorelli dove la Torre Caracciolo, la Casa Comunale, il monumento alla Bandiera e il monumento ai Caduti di Torquato Tamagnini fanno bella mostra di se. L’antica oreficeria Paolozzi fa angolo con la via Plebiscito, meglio conosciuta come “via per dentro”. Percorrendola sulla sinistra il palazzo Mancini, con una splendida scala napoletana, e di fronte il palazzo Martino. Un colpo d’occhio nel vicolo di sinistra ci fa osservare in fondo la facciata della chiesa di S. Agostino. Il convento ad essa annesso attualmente ospita la biblioteca comunale “De Bellis”. Sempre sulla destra il palazzo Del Vecchio e i gradini “r Sant Janne”. La chiesa di S. Angelo ben si riconosce così come il palazzo Manselli – Scaramuzza, una volta convento di S. Benedetto.
Superato l’arco incrociamo la strada Garibaldi e svoltando a sinistra troviamo la chiesa di S. Sebastiano e tutta la zona delle sorgenti, con il laghetto, il palazzetto Liberty e le quattro cannelle.
Dopo aver bevuto l’acqua delle sorgenti raggiungiamo il vicino “Verlasce”, una volta anfiteatro romano. In direzione Isernia, a pochi chilometri dall’abitato, ci accoglie la basilica di S. Nicandro affidata alla custodia dei Cappuccini. Nel convento venne ospitato Padre Pio ed oggi il luogo è meta di pellegrinaggi e punto di riferimento per il popolo venafrano.

Ultimo aggiornamento (Venerdì 09 Ottobre 2009 12:46)